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Queen Elizabeth II

lunedì 29 settembre 2008

Brutta notizia da Savile Row: Hardy Amies rischia il fallimento.

Dal miglio d’oro dello stile arriva una cattiva notizia: la storica sartoria Hardy Amies, situata al numero 14 di Savile Row, è sull’orlo della bancarotta. A confermarlo la sospensione delle azioni e le dichiarazioni del suo attuale presidente, Andrew Manders. La casa londinese, costituita nel 1946 dallo stilista inglese Sir Edwin Hardy Amies (nella foto, tratta dalla BBC), è rimasta nelle mani suo fondatore fino a sette anni fa: nel 2001, infatti, Sir Amies si è ritirato cedendo la società al Luxury Brands Group. Direttore del design è stato nominato Ian Garlant. A partire dal 1955 e fino al 1990 la casa è stata insignita del prestigioso Royal Warrant da Sua Maestà Regina Elisabetta II a testimonianza della costante fornitura alla casa reale. Amies, nominato baronetto nel 1989, è stato anche incaricato del design dei costumi di “2001 Odissea nello Spazio”. Scomparso il 05 Marzo 2003 alla venerabile età di 94 anni, Amies sperava di avere lasciato la sua preziosa creatura in mani solide. Le ultime notizie, purtroppo, annunciano il contrario.
Di seguito due articoli sull’argomento: il primo, originale, tratto da Tgcom; il secondo, tradotto dall’inglese, è un estratto del pezzo pubblicato nell’edizione on-line del Financial Times.

Dopo aver realizzato per trent'anni abiti per la regina Elisabetta d'Inghilterra, per la prestigiosa casa di moda "Hardy Amies" tira aria di crisi. A causa delle forti perdite, la famosa maison rischia infatti l'amministrazione controllata. La società ha bisogno di nuovi fondi e i vecchi investitori non sembrano in grado di far fronte alle richieste. Anche Arev Brands, uno dei principali azionisti, ha alzato bandiera bianca.
Con un fatturato totale di 2.8 millioni di sterline, Hardy Amies vanta un'esperienza pluriennale nel campo della moda. Una lunga carriera fatta di prestigio e successi, che rischia però di giungere ingloriosamente al capolinea. I vertici aziendali hanno chiesto nuovi investimenti, ma nessuno sembra disposto a rilanciare il marchio. In mancanza di fondi, per la maison è prevista l'amministrazione controllata, una forma di protezione creditizia. Di recente la stessa sorte è capitata anche ad altre aziende inglesi: da Dolcis, produttore di scarpe, a Sleep Depot, venditore di materassi. Dal 1955, la casa di moda è diventata fornitrice ufficiale del guardaroba dell'esigente Regina Elisabetta. "E' molto pretenziosa e sa esattamente che cosa vuole: predilige abiti comodi. Gli abiti chic sono spesso crudeli", diceva la fondatrice del marchio Hardy Amies, morta nel 2003 all'età di 93 anni. Ma la regina Elisabetta non è l'unica star che ha scelto gli abiti di Amies. Tra i clienti della famosa casa di moda inglese spiccano infatti anche anche pop-star del calibro dei Beatles e dei Rolling Stones e la nazionale di calcio che vinse nel 1966 i Mondiali. Indimenticabili anche i costumi disegnati dalla maison appositamente per molti film cult, tra cui anche "2001: Odissea nello spazio".
(fonte tgcom)

Hardy Amies, la vecchia casa di moda londinese e fornitore della Regina Elisabetta dovrà affrontare un inelegante passaggio all’amministrazione controllata dopo che gli investitori hanno deciso di non finanziare ulteriormente un business in perdita. Il designer di Savile Row, la cui storia iniziò nel 1946, ha annunciato di avere richiesto ulteriore supporto lo scorso giovedì pomeriggio ad Arev Brands, azienda di investimenti che detiene il 49,3 % delle quote della società. La stessa Hardy Amies, però, ha annunciato il rifiuto della società di finanziarla. Nel frattempo le azioni sono state sospese in attesa che le diverse opzioni vengano valutate dalla storica sartoria. Andrew Manders, il presidente, ha dichiarato: “Stiamo lavorando contro il tempo, dobbiamo cercare qualcuno che acquisti l’intera compagnia, una parte delle quote oppure qualcuno che inietti danaro fresco. E’ solo questione di tempo perché i fondi siano necessari”. “Quattro gruppi hanno già espresso interesse nella compagnia”, ha dichiarato il presidente.
(fonte Financial Times)

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