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"I declare before you all that my whole life, whether it be long or short, shall be devoted to your service and to the service of our great Imperial Family to which we all belong"

Queen Elizabeth II

lunedì 14 aprile 2008

Mc piacere - La rasatura

Ci sono momenti, nella giornata di un uomo, che sono più importanti di altri. Tra questi, certamente, la rasatura, quel rito quotidiano che può essere considerato alternativamente una noiosa ed inevitabile scocciatura ovvero un’occasione per riscoprire se stessi.
Io, lo si sarà capito, parteggio fortemente per la seconda interpretazione.
La rasatura, che per i più appassionati può essere considerata un’arte, ha interessato da sempre la civiltà umana: nella storia baffi e barba sono stati a volte vietati, altre imposti, in ossequio alle ideologie ed alle tendenze (politiche molto più che estetiche) dell’epoca.
Nel Medio Evo, ad esempio, la peluria sul viso era guardata con estremo sospetto poiché si riteneva che fosse collegata, in qualche modo, con il demonio; nella Russia di Pietro il Grande furono promulgate leggi per dissuadere i sudditi dal portare barba folta; nel mondo classico, viceversa, la barba era considerata un emblema di sapienza e saggezza.
Oggigiorno lo stile, la moda e la cultura di ogni società influenzano le scelte anche in materia di rasatura: poche popolazioni, in genere quelle che conservano caratteri tribali o forti identità religiose, collegano alla barba un qualche significato profondo. In occidente, quindi, ciò che si vede sfilare in passerella influenza i cittadini molto più di quanto non facciano la politica o la religione.
Se gli anni settanta sono stati gli anni del baffo, gli ottanta di una completa sbarratura, i novanta quelli del pizzetto, nel duemila i cambiamenti sono repentini ed è difficile trovare un complessivo inquadramento in uno stile.
La pulizia dei tratti resta un valore ma il look da bel tenebroso, che molti uomini (e qualche donna) ritengono affascinante, oltre al capello spettinato ad arte contemplano anche la barbetta dei tre giorni.
Non è affatto rara, comunque, la riscoperta di un look più antico, con barbe lavorate, basette più o meno pronunciate, pizzetti che seguono gli andamenti della moda ed i gusti personali.
Indipendentemente dalla scelta stilistica, comunque, una buona rasatura è il viatico per evitare arrossamenti, irritazioni e ritrovare il buonumore.
Come procedere? Ecco alcuni step per la barba perfetta da effettuarsi rigorosamente a mano libera:

I. Scaldare una salvietta con acqua estremamente calda: passare la salvietta imbevuta sul viso e tamponare per qualche secondo in modo da contribuire all’apertura dei pori. Nota: radersi subito dopo la doccia costituisce sempre la scelta migliore ma, in ogni caso, non esimersi dall’utilizzare la salvietta.
II. Passare sotto l’acqua, sempre molto calda, il pennello da barba: i modelli di pennello sono essenzialmente due, quello in tasso e quello in setola. Personalmente ne utilizzo uno in tasso, molto più morbido ed ideale per il massaggio sul viso.
III. Produrre un leggero gocciolamento del pennello (senza strizzarlo), prima di procedere al passaggio del pennello sul sapone da barba. Ne esistono di diversi tipi ma, rigorosamente, il sapone da barba deve essere inglese: Crabtree & Evelyn (che, in realtà, è un azienda americana ma con tradizione inglese e molto ben inserita nel Regno Unito), Truefitt & Hill, Geo F. Trumper. In Italia sono prodotti non semplici da trovare ma, grazie ad internet, le ordinazioni si possono effettuare direttamente ai produttori o alle profumerie, in genere di Milano o Roma, che ne sono concessionari. Non spaventatevi dei costi: ci vogliono tra gli otto ed i quindici euro per un buon sapone (almeno trenta la prima volta, quando si acquista anche la scatoletta in legno, stupenda, che lo contiene) ma la durata è notevole anche usandolo tutti i giorni (almeno quattro mesi). Il sapone va caricato sul pennello con un leggero movimento rotatorio.
IV. Passare il pennello sul viso: prendetevi qualche minuto, massaggiatevi con un movimento lento e rotatorio. Se vi attenete ai miei consigli non sarà necessario ricaricare il pennello con sapone od acqua: anche se potesse sembrare necessario premete leggermente il pennello sul viso e vi accorgerete che c’è ancora molto sapone a vostra disposizione nel cuore del pennello.
V. I preliminari sono conclusi, è venuto il tempo di procedere con la rasatura vera e propria. Un vero must, per gli intenditori, è la rasatura con un rasoio tradizionale, a mano libera. Ne esistono di due varianti: quello a lama fissa e quello a “mezza lametta” di tipo intercambiabile. Io preferisco la seconda variante, decisamente più pratica, anche se mi sono promesso di passare ad una ben più storica lama fissa da arrotare ogni mattina (questo aggiungerà uno step preparativo). La rasatura a mano libera richiede un minimo di pratica: non spaventatevi se, le prime volte, vi capiterà di procurarvi qualche piccolo taglio; tenete a portata un tubetto di allume di rocca che ha una decisa azione emostatica. Con il tempo diventerete tanto bravi da limitare le ferite alle sole mattine nelle quali si è in deciso ritardo. Dopo la rasatura a mano libera, ma questa è una tendenza squisitamente personale, amo rasare in contropelo con il nuovissimo Gillet Fusion Power Stealth, il rasoio, per intenderci, con cinque lame ed il sistema di vibrazione elettrica. In una parola: libidine.
VI. Conclusa la rasatura tornerà utile la salvietta che avete utilizzata calda, all’inizio di questa “procedura”: ora è la volta di bagnarla con acqua fredda la quale, in questa fase, risulterà utile per richiudere i pori e compattare la pelle.
VII. Non resta che profumarsi con la colonia preferita: non sono solito utilizzare un dopo barba ma, direttamente, il profumo a base alcolica. La mia scelta ricade, ormai da tempo, su English Fern di Penhaligon’s. Non credo che ci sia profumiere migliore di lui e, per questo, dedicherò alla casa inglese un post ad hoc sul mio blog.


Complimenti! Ora avete un viso liscio e profumato, a prova di bacio.

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